SYNDROME MONREGALENSIS

Photographer: Giulia Hepburn
Photographer Assistant: Emanuele Di Paolo
Video backstage: Massimiliano Mondino
Video Editing: Federico Maiocco - Geko Video
Fashion Designer: Federica Lavisio
Mua: Alessandra De Luca
Models: Stefania Di Palma, Giulia Ibba, Tania Piccolo
Special thanks to Comune di Mondovì

Syndrome Monregalensis
Ispirato alle opere di Charles Baudleaire, ciò che si vuole rappresentare è il mondo del sogno e quello degli incubi dove, a volte, gli uni si confondono negli altri, creando un’illusione. A volte i sogni indossano bellissime maschere, per coprire l’orrore, facendoci fare incuci spaventosi, fino a quanto non scopriamo l’inganno. Sia che stiate vivendo un incubo che un sogno, ci sentiamo vivi, e questo accade ogni notte. Ogni notte, in silenzio, nell'ombra scriviamo la nostra storia. È una sindrome di cui non possiamo liberarci, perché non lo faremo. Monregalensis è un neologismo per la città in cui sono state scattate le foto.

Our theme was the dream and the nightmare. Inspired by the work of Charles Baudleaire poetic, I wanted to represent the world of the dream and the nightmare where, sometimes, the first merges with the second, begin to live an illusion.  Sometimes dreams dresses a beautiful mask to cover pain and nightmares makes our spleeping scared, when we discover the deception . Whether you are living a nightmare than a dream , we feel alive, and this happens every night.  Every night, in silence, shadows write our history. Is a syndrome of which we can not free ourselves, because we will not. Monregalensis is a neologism about the city where they were taken all the pictures.

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